Il Domani 2 febbraio 2008

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Riaperte le indagini sull’incidente a Roberto

“Sarebbe comunque oltremodo utile trovare amici o conoscenti di Roberto disposti a testimoniare sulle reali condizione della strada in qui giorni.

 

Chissà forse qualcuno pensava di cavarsela “presto e bene” ed invece, grazie alla caparbietà di Gianni, fratello di Roberto, si riaprono le indagini sul comportamento di chi ha svolto i rilievi sull’incidente che ha segnato il lungo calvario e poi la morte del nostro carissimo amico Roberto aka DJ Rodriguez.

Di seguito la cronaca degli ultimi avvenimenti dalla penna di Gianni.

“Dopo quanto accaduto, nel gennaio 2007 è stato presentato un esposto-querela alla Procura della Repubblica che chiamava in causa i Vigili Urbani relativamente airilievi dell’incidente avuto da Roberto.

I dubbi sull’accoglimento di tale esposto-querela erano dati dal fatto che normalmente, quando il P.M. rileva un rapporto di una qualsiasi autorità intervenuta, generalmente richiede l’archiviazione.
Si doveva fare in modo che il Magistrato Inquirente rilevasse dei dubbi su quanto accaduto, ci siamo riusciti e il P.M. ha evidentemente riscontrato tali dubbi e ha aperto un procedimento.

Nel corso del mese di settembre è stata comunicata al legale che segue la vicenda, la richiesta di archiviazione da parte del P.M., evidentemente non avendo lo stesso riscontrato, a suo parere, gli estremi per procedere penalmente. Al momento di tale richiesta la Procura consegna alle parti tutta ladocumentazione relativa al procedimento in questione, cosa che ha fatto. ene, da tale fascicolo, attentamente esaminato, sono risultate evidenti“incongruenze” che hanno fatto sorgere parecchi dubbi e si è presa seriamente in
considerazione la possibilità di opporci a tale decisione.

Nel fascicolo consegnato dal P.M. si evidenziano fatti perlomeno “anomali” quali:

  • i VV.UU. affermano di non avere trovato sul luogo dell’incidente il casco che Roberto avrebbe dovuto indossare, facendone un episodio determinante per l’accertamento delle cause, affermando altresì che nel rapporto del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore veniva evidenziato che “le ferite riportate non sono compatibili con l’utilizzo di tale mezzo di protezione”. Consideriamola solamente una “distrazione” perché in realtà, nel proprio rapporto il 118 afferma esattamente il contrario, cioè che il casco lo indossava;
  • viene richiesto un esame per misurare il tasso di alcol presente nel sangue, ma senza il consenso dell’interessato come invece previsto dalla Legge e per il rilievo di eventuali sostanze stupefacenti;
  • da tali accertamenti risulta che il tasso alcolico presente è pari ad 1,77, mentre la Legge pone un limite di 0,50; per quanto riguarda la eventuale positività alle droghe il risultato è negativo. Curioso però è il fatto che, mentre l’esito dell’esame per gli stupefacenti risulta intestato correttamente a Roberto, l’esito dell’esame del sangue per l’alcol risulta intestato a sconosciuto, con l’ulteriore aggravante che tale esame viene richiesto dai VV.UU. alle ore 5,40, ma risulta effettuato alle ore 5,14, ben 26 minuti prima della richiesta.

Come altro esempio è stupefacente leggere la dichiarazione dell’Ispettore Capo dell’Infortunistica dei VV.UU. di Bologna che afferma categoricamente che nel momento dell’incidente via Carracci, (nel punto dove è caduto Roberto), risultava in PERFETTE CONDIZIONI. Se era inperfette condizioni perché è stata risistemata?

 

guardate le foto allegate, la prima scattata alcuni giorni dopo il fatto:

 

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I VV.UU., considerato che al momento dell’incidente secondo loro non era presente alcun altro veicolo che ne sia rimasto coinvolto, hanno dato per scontato che Roberto fosse ubriaco e che tale condizione era la sola causa della caduta.
Non si comprende bene come siano potuti giungere a tale conclusione considerato che sono arrivati sul luogo 30 minuti dopo che tutto era accaduto, che Roberto era già stato trasportato in ospedale e che non c’era ombra di alcun testimone. Presunzione dettata, scusate il pasticcio di parole dalla loro “presunzione” di poter dedurre il tutto secondo la loro interpretazione e con rilevamenti fatti “a naso”.
Si tenga presente che l’alta percentuale di tasso alcolico è considerata infrazione di carattere penale e l’imputato, in questo caso Roberto, avrebbe potuto richiedere l’assistenza di un legale, cosa che chiaramente non poteva essere chiesta da lui, ma non è stata comunicazione a chi legalmente doveva rappresentarlo.

Come si è detto l’infrazione, che avrebbe commesso Roberto è di carattere penale e perciò i VV.UU. dovevano, come previsto dalla Legge, comunicare alla Procura della Repubblica questa definita come “Notizia di reato” entro al massimo di 48 ore; sta di fatto che invece viene comunicata in data 5 ottobre 2005 , ben tre mesi dopo l’accaduto. Ci si è chiesti il perché di tanto ritardo e la motivazione forse è contenuta in una frase riportata in un verbale dei Vigili Urbani che ad un certo punto affermano “….per il grande scalpore mediatico sollevato dall’evento”.
Se non ci si rivolgeva alla Procura della Repubblica molto probabilmente non sarebbe emerso nulla. Ma non solo: il P.M. incarica la Polizia Giudiziaria di svolgere ulteriori indagini che, all’atto pratico, si esauriscono in una richiesta ai VV.UU. di una relazione sull’incidente. In parole povere si chiede all’imputato se è colpevole.
Anche la Polizia Stradale viene incaricata a sua volta all’effettuazione di un servizio fotografico sul luogo, ma solo nel corso del 2007(?); naturalmente non può fare altro che evidenziare che ora, dopo che la strada è stata risistemata, non esistono problemi di sorta.
Queste sono solo alcune delle discrepanze rilevate nel fascicolo relativo alla denuncia-querela presentata relativa alla vicenda di Roberto.
Dagli atti prodotti dai Vigili Urbani risulta lampante il tentativo di giustificare sia il loro comportamento che quello dei responsabili della manutenzione della strada, comportamento che definire “superficiale” è un eufemismo e si tenti di fare passare Roberto per un ubriacone che non indossava neppure il casco. Concludiamo riportando quanto affermato dai VV.UU. a conclusione di tutto il loro lavoro “investigativo”: l’incidente sarebbe avvenuto “per causa ancora da accertarsi”. Muore una persona di 50 anni e questi chiudono tutto senza accertare le cause?
E’ stata anche individuata la persona che la notte dell’incidente ha chiamato il 118: bene, pure lei, una ragazza residente a Riccione sentita dalla Polizia, a domanda precisa ha affermato “…credo che indossasse il casco”; a Bologna si chiama “pulce nell’orecchio”, ma né i VV.UU prima, né la Polizia di Stato dopo, hanno ritenuto di dovere approfondire tale circostanza nonostante una ulteriore successiva richiesta del Pubblico Ministero datata 17 maggio 2007.

Ora la buona notizia.
L’istanza di opposizione è stata depositata alcuni giorni fa ed immediatamente accolta; pertanto il G.I.P. ha riaperto le indagini, probabilmente per gli stessi lampanti motivi che avevano motivato l’opposizione alla richiesta di archiviazione.
Siamo in attesa di ulteriori sviluppi.

Sarebbe comunque oltremodo utile trovare amici o conoscenti di Roberto disposti a testimoniare sulle reali condizione della strada in qui giorni.

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Il Blog è cambiato!

Abbiamo cambiato il blog di Roberto, era da un po’ che lo volevamo fare e… lo abbiamo fatto.
C’è ancora qualcosa da mettere a posto, le migrazioni non sono mai agevoli, ma lo faremo quanto prima.
Siamo passati a WordPress che ci garantisce un migliore controllo dello spam che ci ha assillato parecchio in questi mesi, ed una serie di possibilità non solo grafiche, notevoli.

Un grande esempio lo avete appena visto, cliccando in “show picture list” avrete la galleria delle immagini, cliccando su un’immagine potrete scorrerle, a dimensioni più grandi, una ad una e potrete anche vederle a dimensioni originali. Basta cliccare..

 

Abbiamo poi aggiunto la possibilità di commentare gli articoli non solo con le vostre parole scritte ma anche con video ed audio che potete registrare e postare direttamente dal vostro PC con una webcam e un microfono. E’ bello leggervi ma è altrettanto bello potervi vedere e sentire.
Credo che Roberto, di là sù, stia approvando.

Restate collegati allora, altre sorprese vi attendono.

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Un anno fa…

Un anno fa, proprio oggi, Roberto ci lasciava, lo ha fatto a suo modo, decidendo lui come e quando.
Sono sicuro però, che prima di andare abbia voluto sincerarsi che stessimo bene.
Deve essere andata certamente così, all’alba è passato da ognuno di noi, trovandoci ancora a letto, sprofondati nel sonno, ci ha visto accanto alle persone a cui vogliamo bene, in alcuni avrà forse capito l’ombra di una qualche preoccupazione, in altri un rimpianto non ancora superato. Tutto sommato, però, eravamo tranquilli, sereni, ha pensato che poteva partire.

Durante tutto questo anno ho ripensato molto a Roberto e tra le tante cose mi sono tornate alla mente mi è apparso chiaro come tutto di lui sia rimasto presente. Insieme a lui ho riflettuto sui miei problemi, su quelle cose che ancora non si riescono a capire o non si riescono a risolvere. Roberto ha sempre trovato il modo, da quel nuovo mondo in cui si trova ora, per darmi una risposta, per farmi sapere come la pensava. Perché Roberto è così, mai neppure il più lontano pensiero d’egoismo gli è passato per la testa, sempre pronto a darsi agli altri , senza mai nulla chiedere in cambio. E proprio stamattina, un attimo prima di buttare giù queste due righe, mi è tornato alla mente uno degli episodi che più di altri ho ricordato e che è sempre riuscito a ridarmi il sorriso: io che arrivo a casa di Roberto per un passaggio in macchina su a Parco Cavaioni. Lo trovo, come sempre, già pronto con le valigie dei dischi in strada giocare con Tex che gli salta intorno come a dirgli “dai Robby, fammi venire su con te!”… “Andiamo Robby, facciamoli ballare anche stasera!”

Massimo Siddi

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E se tornasse la musica…

Festa al Kilowattore

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di tornare per poche ore a Bologna. E’ stata una “toccata e fuga” per un appuntamento a lungo rimandato con Gianni, il fratello di Roberto.
Ci siamo trovati poco dopo le 10e 30, in San Donato, a casa di Roberto, là è saltato fuori questo vecchio biglietto d’invito per una serata al Kilowatthore (in realtà Gianni lo aveva conservato proprio per me). Credo sia stata proprio l’ultima o una delle ultimissime serate che io e Roberto abbiamo fatto insieme. Venne organizzata da Franco che allora collaborava col Made in Bo e doveva essere una sorta di “remember” della musica del mitico Q.BO’ con la ricchissima aggiunta artistica di Luca Trevisi (un grande uomo, un grande mito).
Sul retro del biglietto, qui sotto, il nome di Roberto affiancato al mio proprio come al Q.BO’.
(Massimo Siddi)

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DJ Rodriguez – Football Club

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Roberto alla consolle


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Paris Babar

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Gianni ringrazia tutti gli amici di Roberto

Sono passate alcune ore dalle esequie di Roberto alle quali hanno partecipato numerosissime persone a testimonianza che mio fratello aveva questa innegabile qualità: sapeva farsi voler bene.
Con queste poche righe, non potendolo fare personalmente, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato con amore all’ultimo viaggio di Roberto.
Sono sicuro, senza alcun dubbio, sia stato lui a decidere quando e come andarsene, rendendosi conto che la vita che stava vivendo non era la vita che lui voleva e che avendo la possibilità di scegliere abbia voluto così, anche per essere accanto alla mamma che tanto gli era mancata in tutti questi anni.
Ancora grazie a tutti.
Gianni Bozzetti

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IL ricordo di Roberto in Consiglio Comunale

Consiglio Comunale di Bologna
Intervento di inizio seduta del 3 luglio 2006Questa notte è morto Roberto Bozzetti, conosciuto a Bologna come “dj Pappa Rodriguez”, in coma da mesi a seguito di un grave trauma dopo un incidente in motorino, in via Carracci, su una buca dell’asfalto che probabilmente non ha fatto in tempo ad evitare.
Roberto era uscito dal coma, in condizioni di salute ancora precaria, dava comunque segni di ripresa, e in tanti speravamo di riaverlo con noi.
Pappa è stato una persona che ha attraversato i percorsi della controcultura che hanno interessato diverse generazioni della nostra città negli ultimi trent’anni.
Pappa ha contribuito a trasformare questa controcultura in una cultura che ha trasformato questa città, i percorsi giovanili e le relative forme espressive.
Dalla cultura underground rinchiusa in spazi delimitati ha sempre partecipato alla costruzione di spazi e situazioni che coinvolgevano in forma propositiva nuovi stili di vita e di espressione.
Dallo stile hippy dei primi anni 70, negli stilemi della beat generation, fabbricandosi indumenti di cuoio come un indiano d’america nel laboratorio alternativo di via dell’Inferno – “La Corte dei Miracoli”- passando da Radio Alice, dove compare nel primo manifesto di presentazione della radio, per diventare poi uno dei primi dj italiani che portò l’hip hop in Italia negli anni 80, al Riverside, centro sociale del quartiere Barca.
Musicista, con i suoi piatti, ha collaborato con diversi gruppi bolognesi ed ha partecipato alla costruzione di realtà di aggregazione e produzione culturale.Il percorso di Pappa, di crescita e maturazione nelle realtà che ha contribuito a realizzare, è il simbolo di una cultura che esprime bisogni e proposte, capace di crescere pur continuando ad esprimere il desiderio di innovazione.
Una cultura che ha saputo affermarsi anche quando isolata e circoscritta, come l’esperienza dei centri sociali  - ”L’isola nel Cantiere” – , ad esempio – ha contribuito a costruire una città che accoglie e valorizza giovani e diversità, mentre la canzone “Stop al panico” tra le prime canzoni rap italiane, lo trova come certo protagonista.In una recente iniziativa musicale, a Ca di Mandorli, di raccolta fondi per il suo ritorno, sono stati raccolti più di 13.000 euro, a testimonianza di quanto fosse sentita la sua presenza e quindi la sua mancanza.
Una festa partecipata da tantissime persone che ora potranno solo ricordare il suo partecipare, il suo lavoro, per la città rimane sicuramente un vuoto incolmabile.
A tutte le persone a lui vicine e care va la nostra solidarietà
MASSIMO RISPETTO
Roberto Panzacchi
Valerio Monteventi
Betta Calari
Serafino D’Onofrio
Davide Celli

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