“Sarebbe comunque oltremodo utile trovare amici o conoscenti di Roberto disposti a testimoniare sulle reali condizione della strada in qui giorni.
Chissà forse qualcuno pensava di cavarsela “presto e bene” ed invece, grazie alla caparbietà di Gianni, fratello di Roberto, si riaprono le indagini sul comportamento di chi ha svolto i rilievi sull’incidente che ha segnato il lungo calvario e poi la morte del nostro carissimo amico Roberto aka DJ Rodriguez.
Di seguito la cronaca degli ultimi avvenimenti dalla penna di Gianni.
“Dopo quanto accaduto, nel gennaio 2007 è stato presentato un esposto-querela alla Procura della Repubblica che chiamava in causa i Vigili Urbani relativamente airilievi dell’incidente avuto da Roberto.
I dubbi sull’accoglimento di tale esposto-querela erano dati dal fatto che normalmente, quando il P.M. rileva un rapporto di una qualsiasi autorità intervenuta, generalmente richiede l’archiviazione.
Si doveva fare in modo che il Magistrato Inquirente rilevasse dei dubbi su quanto accaduto, ci siamo riusciti e il P.M. ha evidentemente riscontrato tali dubbi e ha aperto un procedimento.
Nel corso del mese di settembre è stata comunicata al legale che segue la vicenda, la richiesta di archiviazione da parte del P.M., evidentemente non avendo lo stesso riscontrato, a suo parere, gli estremi per procedere penalmente. Al momento di tale richiesta la Procura consegna alle parti tutta ladocumentazione relativa al procedimento in questione, cosa che ha fatto. ene, da tale fascicolo, attentamente esaminato, sono risultate evidenti“incongruenze” che hanno fatto sorgere parecchi dubbi e si è presa seriamente in
considerazione la possibilità di opporci a tale decisione.
Nel fascicolo consegnato dal P.M. si evidenziano fatti perlomeno “anomali” quali:
- i VV.UU. affermano di non avere trovato sul luogo dell’incidente il casco che Roberto avrebbe dovuto indossare, facendone un episodio determinante per l’accertamento delle cause, affermando altresì che nel rapporto del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore veniva evidenziato che “le ferite riportate non sono compatibili con l’utilizzo di tale mezzo di protezione”. Consideriamola solamente una “distrazione” perché in realtà, nel proprio rapporto il 118 afferma esattamente il contrario, cioè che il casco lo indossava;
- viene richiesto un esame per misurare il tasso di alcol presente nel sangue, ma senza il consenso dell’interessato come invece previsto dalla Legge e per il rilievo di eventuali sostanze stupefacenti;
- da tali accertamenti risulta che il tasso alcolico presente è pari ad 1,77, mentre la Legge pone un limite di 0,50; per quanto riguarda la eventuale positività alle droghe il risultato è negativo. Curioso però è il fatto che, mentre l’esito dell’esame per gli stupefacenti risulta intestato correttamente a Roberto, l’esito dell’esame del sangue per l’alcol risulta intestato a sconosciuto, con l’ulteriore aggravante che tale esame viene richiesto dai VV.UU. alle ore 5,40, ma risulta effettuato alle ore 5,14, ben 26 minuti prima della richiesta.
Come altro esempio è stupefacente leggere la dichiarazione dell’Ispettore Capo dell’Infortunistica dei VV.UU. di Bologna che afferma categoricamente che nel momento dell’incidente via Carracci, (nel punto dove è caduto Roberto), risultava in PERFETTE CONDIZIONI. Se era inperfette condizioni perché è stata risistemata?
guardate le foto allegate, la prima scattata alcuni giorni dopo il fatto:
I VV.UU., considerato che al momento dell’incidente secondo loro non era presente alcun altro veicolo che ne sia rimasto coinvolto, hanno dato per scontato che Roberto fosse ubriaco e che tale condizione era la sola causa della caduta.
Non si comprende bene come siano potuti giungere a tale conclusione considerato che sono arrivati sul luogo 30 minuti dopo che tutto era accaduto, che Roberto era già stato trasportato in ospedale e che non c’era ombra di alcun testimone. Presunzione dettata, scusate il pasticcio di parole dalla loro “presunzione” di poter dedurre il tutto secondo la loro interpretazione e con rilevamenti fatti “a naso”.
Si tenga presente che l’alta percentuale di tasso alcolico è considerata infrazione di carattere penale e l’imputato, in questo caso Roberto, avrebbe potuto richiedere l’assistenza di un legale, cosa che chiaramente non poteva essere chiesta da lui, ma non è stata comunicazione a chi legalmente doveva rappresentarlo.
Come si è detto l’infrazione, che avrebbe commesso Roberto è di carattere penale e perciò i VV.UU. dovevano, come previsto dalla Legge, comunicare alla Procura della Repubblica questa definita come “Notizia di reato” entro al massimo di 48 ore; sta di fatto che invece viene comunicata in data 5 ottobre 2005 , ben tre mesi dopo l’accaduto. Ci si è chiesti il perché di tanto ritardo e la motivazione forse è contenuta in una frase riportata in un verbale dei Vigili Urbani che ad un certo punto affermano “….per il grande scalpore mediatico sollevato dall’evento”.
Se non ci si rivolgeva alla Procura della Repubblica molto probabilmente non sarebbe emerso nulla. Ma non solo: il P.M. incarica la Polizia Giudiziaria di svolgere ulteriori indagini che, all’atto pratico, si esauriscono in una richiesta ai VV.UU. di una relazione sull’incidente. In parole povere si chiede all’imputato se è colpevole.
Anche la Polizia Stradale viene incaricata a sua volta all’effettuazione di un servizio fotografico sul luogo, ma solo nel corso del 2007(?); naturalmente non può fare altro che evidenziare che ora, dopo che la strada è stata risistemata, non esistono problemi di sorta.
Queste sono solo alcune delle discrepanze rilevate nel fascicolo relativo alla denuncia-querela presentata relativa alla vicenda di Roberto.
Dagli atti prodotti dai Vigili Urbani risulta lampante il tentativo di giustificare sia il loro comportamento che quello dei responsabili della manutenzione della strada, comportamento che definire “superficiale” è un eufemismo e si tenti di fare passare Roberto per un ubriacone che non indossava neppure il casco. Concludiamo riportando quanto affermato dai VV.UU. a conclusione di tutto il loro lavoro “investigativo”: l’incidente sarebbe avvenuto “per causa ancora da accertarsi”. Muore una persona di 50 anni e questi chiudono tutto senza accertare le cause?
E’ stata anche individuata la persona che la notte dell’incidente ha chiamato il 118: bene, pure lei, una ragazza residente a Riccione sentita dalla Polizia, a domanda precisa ha affermato “…credo che indossasse il casco”; a Bologna si chiama “pulce nell’orecchio”, ma né i VV.UU prima, né la Polizia di Stato dopo, hanno ritenuto di dovere approfondire tale circostanza nonostante una ulteriore successiva richiesta del Pubblico Ministero datata 17 maggio 2007.
Ora la buona notizia.
L’istanza di opposizione è stata depositata alcuni giorni fa ed immediatamente accolta; pertanto il G.I.P. ha riaperto le indagini, probabilmente per gli stessi lampanti motivi che avevano motivato l’opposizione alla richiesta di archiviazione.
Siamo in attesa di ulteriori sviluppi.
Sarebbe comunque oltremodo utile trovare amici o conoscenti di Roberto disposti a testimoniare sulle reali condizione della strada in qui giorni.“