Un articolo apparso su L’unità
BOLOGNA
Valentina Avon
“Gli abitudinari a due ruote li riconosci dal guizzo, sempre uguale: uno scarto a destra, uno a sinistra, di qua lo spartitraffico, di là il buco, in mezzo due tombini e tre prese dell’acquedotto, due affondano e una sporge. Ancora un metro poi ci sono i binari, è l’ultimo salto prima di lasciarsi alle spalle anche il secondo spartitraffico.
Via Carracci, civico 69: è l’indirizzo riportato nel verbale stilato dalla Polizia municipale alle quattro di mattina di sabato scorso, quando Roberto Bozzetti, Dj Rodriguez, ha perso il controllo del motorino.
Il 118 se lo era già portato via, alle quattro meno un quarto. Sull’asfalto ci sono ancora i cocci, mischiati a pezzi di paraurti, vetri di parabrezza, al tramonto è tutto un luccicare sull’asfalto. “Incidenti? Certo che ce ne sono. Finiscono tutti su quel maledetto spartitraffico”: i testimoni, fra le botteghe che danno sulla strada, non mancano. Qualcuno lavora lì da molti anni, ha la memoria lunga: “sì, ci sono stati anche dei morti, un motociclista, sarà stato due anni fa, fece un volo da non credere”. L’asfalto è a crepe orizzontali, verticali, a quadretti, a cunette, pieno di pezze, i tombini sporgono inclinati ognuno per conto suo, oppure affondano invisibili. La sosta è vietata, con rimozione, ma se sulla strada stanno i cassonetti ci potrà ben stare anche una macchina, e parcheggiano tutti tranquillamente.
Passano i camion dei cantieri dell’alta velocità, per i quali via Carracci da quel punto in poi, verso la stazione, è stata ridisegnata. La strada serve, quotidianamente: difficile organizzare un intervento, anche urgente, di asfaltatura, come ha subito ipotizzato l’assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici Maurizio Zamboni, nei prossimi giorni ci sarà un sopralluogo. La vita in via Carracci è dura anche per chi va in bicicletta, che quando può sale sul marciapiede, una signora inveisce, il suo vicino però allarga le braccia e ammette che “solo un pazzo resterebbe sulla strada”. I due spartitraffico sono segnalati: ci sono quattro pali, due per ognuno, quattro cartelli con una freccia bianca sul fondo blu e più sotto quattro piastre gialle. I cartelli sono piegati, qualcuno è penzolante, un palo ondeggia se viene spinto, ma non è lì che Roberto ha sbattuto, c’è la ruggine. “Li avranno cambiati cinquanta volte. No, non i cartelli: i pali”. Ogni spartitraffico è lungo sei metri e largo una cinquantina di centimetri, il gradino è alto 15/20 centimetri.
A lato della strada ci sono i lampioni, “ma è come se fosse buio, quegli affari non si vedono mica bene”. Una macchina rallenta, qualcuno teme per le sue sospensioni, dietro un motorino scatta, vuole tentare il sorpasso, poi frena di colpo, non deve essere uno che passa di qua molto spesso. Gli abitudinari, prima del civico 69 si preparano allo slalom.”
Grazie per aver riportato il pezzo, scritto un giorno di luglio 2005. Qualche giorno prima, era uscito questo, sempre per l’Unità, poi riprodotto del blog spettrodellabolognesità, da dove lo ripesco:
BRUTTA STORIA
di Valentina Avon
(fonte: “L’Unità”)
L’incidente è accaduto alle 3.45 circa dello scorso sabato, in via Carracci.
Roberto Bozzetti, meglio conosciuto come Dj Rodriguez (il Pappa), era in motorino, con il casco: un automobilista l’ha visto a terra, ha chiamato il 118. Ora è in prognosi riservata all’Ospedale Maggiore, bisognerà aspettare diversi giorni per sapere quali saranno le conseguenze del trauma cranico. Ancora non è certa la dinamica dell’incidente.
Dj Rodriguez , nato nel 1954 a Bologna, dove ha sempre vissuto, è molto conosciuto nell’ambiente della musica: primo dj hip hop d’Italia, attivo dal 1984, fra i fondatori dell’Isola Posse All Star, è autore di pregio della casa discografica bolognese Irma Records. Di lui Ray Manzarek, il tastierista dei Doors, ha detto: “dopo dj Spooky di San Francisco, Rodriguez è il mio dj preferito”: la citazione, vera, è tratta dalla biografia compilata per “Paris, Dabar”, il film del 2003 di Paolo “Fiore” Angelini che racconta via del Pratello e i suoi frequentatori.
Non è stata la sua unica apparizione cinematografica: era già stato uno dei protagonisti del cortometraggio “Il santo Demone” di Fabio Nardelli, premio della critica al festival di Torino.
Al cinema però ha portato soprattutto la sua musica, suoi sono alcuni brani di “Paris, Dabar” ma anche di “About a boy”, il film con Hugh Grant del 2002.
Roberto a Bologna ha un fratello, che è rientrato dalle vacanze per assisterlo.
È la prima persona che vorrebbe sapere come veramente è accaduto l’incidente.
Secondo la Polizia municipale avrebbe perso il controllo del motorino, per cause da accertare (potrebbe essere scivolato sui binari del vecchio passaggio a livello, qualcuno parla di un’auto pirata ma i testimoni non ci sono), poi si è scontrato con lo spartitraffico al centro della strada.
Venerdì sera aveva cenato in un locale con degli amici, poi era andato in un pub di via Saragozza.
Era con un amico, che ha salutato alle 3.30, probabilmente andando a casa ha deciso di passare al parco di Villa Angeletti, dove però era già chiuso il cancello: proprio lì è stato soccorso dal 118.
La speranza della famiglia e degli amici di Roberto è che qualche testimone si faccia avanti.
19 luglio 2005